I Longobardi

Le testimonianze monumentali

Dalla metà del VII sino all’VIII secolo, il Santuario micaelico fu oggetto di importanti lavori di ritrutturazione ed ampliamento, voluti e finanziati dai duchi di Benevento (di tale operazione si conservano numerose testimonianze monumentali ed epigrafe).

Un primo intervento risalirebbe all’epoca di Romualdo I (662-687), il quale fece costruire una nuova scalinata che conduceva all’altare cosiddetto “delle Impronte” e poi, deviando verso mezzogiorno, raggiungeva il camminamento che portava alla basylica grandis. Successivamente il setto roccioso che divideva le due cavità  fu abbattuto e si venne a creare un unico grande ambiente al quale si accedeva per una nuova scalinata monumentale; essa, realizzata ad una altezza maggiore rispetto  a quella fatta costruire da Romualdo I, partiva dall’antico ingresso meridionale ed era fiancheggiata da due ordini di archi che permettevano una visione globale della caverna. Contemporaneamente, la scalinata monumentale fu collegata, tramite due campate, al corpo centrale di una fabbrica costituita da cinque campate; una ottava campata sul lato opposto alla scalinata servì  come ingresso alla struttura, che si configurava come una galleria lungaa circa quaranta metri, corrispondente all’attuale Museo Lapidario.


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